Quando potare un ciliegio giapponese

I ciliegi giapponesi sono senza dubbio piante affascinanti. Nella cultura nipponica questa piante assume grande importanza durante il periodo della fioritura. Infatti tra la fine del mese di Marzo e l’inizio di Aprile, i ciliegi completano la fioritura costellando i rami di incantevoli fiori bianchi con sfumature rosate, chiamati sakura.

La fioritura dei ciliegi, in Giappone, ha un grande valore simbolico ed emotivo. Il periodo della fioritura viene celebrato con feste e ricorrenze tradizionali. La stagione dei sakura dura solo 10/15 giorni e porta con sé un importante significato: godere della cose quando ci sono. Il concetto di fugacità (Mono no aware in giapponese) è ciò che meglio esprime il legame della popolazione nipponica con questi alberi e con i loro fiori che in breve tempo raggiungo il culmine della bellezza per poi sfiorire velocemente.

Mono no aware è un concetto molto sentito nella cultura estetica giapponese poiché sintetizza la partecipazione emotiva e l’attenzione verso la natura e la sua magnificenza con il conseguente struggimento legato al suo costante cambiamento. L’espressione Mono no aware significa infatti il saper godere con consapevolezza del fascino di ciò che ci circonda non dimenticano mai la caratterista che accomuna ogni cosa, ossia la caducità. Così come i sakura, la bellezza della natura e di ciò che ci circonda è provvisoria e destinata a svanire.

Tra le tradizioni del periodo di fioritura dei ciliegi vi è il celebre hanami, che abbiamo approfondito in questo articolo dedicato proprio a questa usanza. La parola si compone dai caratteri hana (fiore) e mi (guardare). I giapponesi trascorrono infatti svariate ore a contemplare i sakura organizzando anche picnic nei parchi. Durante i pasti, per festeggiare questo momento, si consumano bevande alcoliche, come il sake.

Data la brevità della vita dei fiori di ciliegio, spesso nei parchi e nei luoghi in cui si possono trovare questi alberi, sono installati sistemi di illuminazione notturna affinché chiunque possa godere della bellezza dei sakura anche di notte. Tale tradizione prende il nome di yozakura. Non solo, per coloro che non hanno la possibilità di ammirare i fiori durante il giorno vengono organizzati i matsuri ossia festival notturni dedicati all’hanami.

Il ciliegio giapponese è quindi una pianta con grande simbolismo, ma richiede delle cure particolari quando viene coltivato. La cura nonché la potatura di un ciliegio giapponese è fondamentale per assicurargli una lunga vita e una fioritura ricorrente.

Quando potare un ciliegio giapponese

Gli esperti raccomandano di effettuare la prima potatura solo quando la pianta raggiunge almeno i 70 cm di altezza. Quando la pianta sarà ormai adulta, il suggerimento è quello di ridurre al minimo le potature poiché interventi sbagliati potrebbero alterarne l’aspetto o ridurre la fioritura. La potatura dovrà quindi avvenire solo quando si notano rami deboli o secchi. Inoltre un suggerimento è quello di evitare di vangare o smuovere il terreno in prossimità della pianta poiché le sue radici crescono superficialmente e in questo modo potrebbero compromettersi.

La potatura dei ciliegi giapponesi deve avvenire prevalentemente negli anni cosiddetti della giovinezza e mai in uniche operazioni, piuttosto eliminando poco alla volta le parti più danneggiate. Si può quindi parlare di potatura del ciliegio giovane quando la pianta è in crescita e lo scopo è prevalentemente quello di conferire alla pianta la forma e l’aspetto migliori.

La potatura di rinforzo, invece deve essere sempre effettuata durante la crescita ma ha lo scopo di fortificare la pianta, favorirne lo sviluppo e garantire fioriture ogni anno.

La potatura può essere distinta secondo due principali tipologie:

  • Potatura di formazione: detta anche di allevamento, questa procedura viene effettuata sulle piante ancora giovani. In particolare viene realizzata tra i 4 e i 5 anni di vita dell’albero. Infatti, è necessario attendere che la pianta raggiunga i 70 cm di altezza poiché, essendo una pianta dalla dominanza apicale, il suo apice vegetativo equilibra la nascita delle gemme poste lateralmente. Così facendo, la parte centrale del tronco dovrà essere portata ad una lunghezza di 90 cm per favorire lo sviluppo dei rami laterali.
    Prima di effettuare questa operazione occorre individuare 4 rami laterali, con base sul tronco, posti ad una distanza pari, gli uni dagli altri. Questi dovranno considerarsi i rami principali dai quali partire. Tutti gli altri andranno, quindi, tagliati dalla base. La stagione successiva, sarà la volta di quelli principali, che subiranno una potatura minima, circa 4 cm sotto la prima gemma. Tale procedura ha lo scopo di permettere alla pianta di assorbire una quantità di luce maggiore. La potatura di formazione viene eseguita alla fine della primavera in modo che, le temperature calde favoriscano la cicatrizzazione del taglio.
  • Potatura di produzione: questa operazione deve essere effettuata nel periodo precedente alla fioritura dei ciliegi, dunque, prima della primavera. In questo modo è possibile favorire il corretto utilizzo dell’energia da parte dell’albero che produrrà rami solidi, vigorosi e robusti. Prima di iniziare questa operazione è necessario controllare i rami, individuando quelli che tendono verso l’esterno. Questi, infatti, sono quelli con una maggior produzione di gemme, di fiori e di frutti. Per questa ragione è importante preservarli, evitando di tagliarli oppure, se necessario, effettuando il taglio seguendo la procedura conosciuta come potatura di ritorno, ovvero un taglio effettuato nelle vicinanze del ramo che presenta il diametro inferiore a quello precedentemente potato. In questo modo si favorisce la gettata fruttifera e, di conseguenza, la prosperità del ciliegio. Viceversa, i rami non produttivi, devono necessariamente essere tagliati alla base.

Qualora l’albero fosse anziano, gli interventi di manutenzione e potatura saranno notevolmente inferiori. Nello specifico, basterà eliminare i rami più secchi e i rami nuovi che crescendo hanno cominciato ad intersecarsi uno all’altro, scegliendo tra i due quello più esile o meno robusto. Durante questa operazione bisognerà eliminare altresì anche gli eventuali germogli che si generano alla base del tronco per evitare che questi possano concorrere con le radici nel corso degli anni.

Come potare un ciliegio giapponese

L’albero di ciliegio risente notevolmente della potatura, infatti, a seguito di questa operazione è possibile notare come la pianta produca una sorta di gelatina liquida proprio nei punti dove è stato effettuato il taglio. Per questa ragione, in Giappone, il taglio del ciliegio viene effettuato solo ed esclusivamente in caso di necessità, evitando così di generare sofferenza nell’albero. Non solo, per potare i rami occorre seguire alcune regole specifiche e utilizzare attrezzi particolari, come cesoie o forbici, dotati di lame affilate che possano effettuare un taglio netto. Sono assolutamente sconsigliati quelli con seghetto oppure la motosega poiché, la scarsa pulizia del taglio potrebbe favorire l’insediamento dei parassiti. Per evitarne il passaggio da una pianta all’altra, è necessario disinfettare, prima dell’utilizzo, ogni strumento. In questo modo non solo si scongiurerà il passaggio degli agenti patogeni ma si eviterà la formazione e la diffusione dei funghi.

La potatura deve prendere avvio dal tronco centrale attraverso tagli precisi e netti, senza intaccare o scorticare il tronco nella sua parte più esterna, ovvero la corteccia. A questo punto è necessario attendere un anno prima di procedere nuovamente con la potatura di quattro rami, equidistanti, lontani rispettivamente 50 cm.

In linea generale, dunque, è possibile riassumere le regole principali sulla potatura del ciliegio giapponese con 4 assunti principali:

  1. tutti gli strumenti devono essere disinfettati prima dell’utilizzo, specialmente se impiegati in precedenza su un albero malato
  2. il taglio deve essere netto e pulito
  3. il taglio deve essere effettuato in maniera obliqua, con un’inclinazione di 45° verso l’esterno del ramo. Solo in questo modo è possibile evitare i ristagni d’acqua e la conseguente comparsa dei funghi
  4. dopo aver effettuato il taglio è necessario applicare un mastice cicatrizzante per trattare la zona e limitare la produzione di una sostanza simile alla gelatina

 

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