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Il sake frizzante, il nuovo trend del momento

di il Sake
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sake frizzante

Hai mai sentito parlare del sake frizzante? Sappiamo benissimo quanti tipi di sake esistano e si possano trovare in commercio, ma una tipologia che sta prendendo piede ultimamente è quella del sake frizzante.

A un primo momento potresti pensare a una bieca operazione commerciale per attrarre alcune categorie di persone che vedono il sake come una bevanda “da anziani”, soprattutto le nuove generazioni in Giappone, e attirare così anche il pubblico femminile, talvolta restio a certi alcolici. Beh, in effetti è anche così. Ma per fortuna non solo.

Il sake frizzante in Giappone

Negli ultimi decenni il consumo di sake come primo alcolico del paese è sceso a vantaggio della birra, che ha stabilmente preso il primo posto e non ha intenzione di lasciarlo andare. Quindi ci troviamo in una situazione dove il sake premium sta acquistando sempre maggior rilievo soprattutto oltre i confini giapponesi, mentre in patria le nuove generazioni lo snobbano in favore di altri alcolici.

Anche per questo motivo è nata la necessità di andare sul mercato con prodotti dall’appeal più easy, più giovane e commerciale, e sugli scaffali hanno iniziato a spuntare dei sake frizzanti e dal basso grado alcolico.

Rispetto ai 15% di media di alcol di un sake, qui si parla di valori decisamente inferiori, circa 5%, al pari di una birra. Non mancano sake anche con ABV superiore, fino al 16% ma, solitamente, stanno tutti sotto il range del 10%.

sake frizzante MIO

Il sake frizzante MIO, uno dei più conosciuti e commercialmente apprezzati.

Un nuovo tipo di sake

Il sake frizzante è in circolazione da un po’ di tempo ma solo ultimamente, potremmo dire dal 2010, ha iniziato a farsi conoscere tra gli appassionati grazie a oltre 100 marchi sul mercato. La molla che ha dato il via a questa piccola invasione è stata la scoperta di metodi produttivi che garantissero un minore grado alcolico e un perlage più persistente, a differenza dei sake prodotti in precedenza.

Per abbassare il contenuto di alcol, la maggior parte dei sake viene diluito, ma portare un un sake dal 20% al 10% compromette la qualità del prodotto. Era quindi impossibile per i produttori mettere in commercio un sake che presentasse caratteristiche di bassa gradazione alcolica pur mantenendo al suo interno le bollicine.

Grazie a nuovi metodi produttivi elaborati negli ultimi anni, questo ostacolo è stato abbattuto e sono arrivati in commercio molti prodotti adatti a un pubblico diverso da quello dei normali sake.

Per chi fosse curioso di dare un’occhiata a vari processi produttivi, ho trovato questo link che potrebbe essere interessante (richiede un livello di inglese piuttosto elevato e tecnico).

Le caratteristiche del sake frizzante

Come appena detto, la cosa che più differisce rispetto a un sake normale è la gradazione alcolica. Vediamo tutte le caratteristiche.

  • Basso contenuto alcolico: l’ABV di un sake frizzante solitamente varia da 4% a 16% ma la maggior parte è sotto il 10%
  • Gusto più dolce: il sapore del sake frizzante varia a seconda dello stile del sake. Si va dall’autentico gusto di sake a quello più simile a una bevanda analcolica. In generale, il gusto è più dolce con qualche nota aspra. La dolcezza viene data dal riso difatti molti di questi sake non hanno zuccheri aggiunti, ma gli stessi ingredienti dei sake normali.
  • Facile da bere: il suo gusto più dolce e il grado alcolico solitamente basso lo rendono più facile da bere. Questo fa sì che sia più apprezzato da giovani, donne e neofiti del sake. È quindi adatto anche per la preparazione di cocktail.

bicchiere sake frizzante

Come si produce il sake frizzante

Le bollicine nel sake sono date dall’anidride carbonica, che si sviluppa naturalmente durante la fermentazione mentre i lieviti mangiano gli zuccheri. In un sake normale, l’anidride carbonica viene dispersa e non è presente nel prodotto finale mentre in uno frizzante deve essere presente, quindi sono stati sviluppati tre metodi per garantire la giusta dose di bollicine al sake.

Carbonicazione

Con questo termine si intende l’aggiunta di anidride carbonica (CO2) all’interno del sake. Si tratta dello stesso procedimento utilizzato per qualsiasi bevanda gassata.

Si tratta del metodo più semplice e meno costoso per rendere frizzante un sake.

Fermentazione in vasca

Come scritto in precedenza, in origine il sake ha le bolle. Quindi, invece di lasciare uscire l’anidride carbonica, la CO2 viene mantenuta all’interno del serbatoio a basse temperature e ad alta pressione così che si dissolva nel liquido, in questo caso il nostro sake.

Questo processo di fermentazione in vasca è lo stesso processo con cui vengono prodotte le birre. Il sake che risulta da questa procedura è limpido, in quanto il filtraggio avviene a una fase successiva, prima dell’imbottigliamento.

Fermentazione in bottiglia

Il processo è simile a quello della fermentazione in vasca, ma con questo procedimento il sake fermenta in bottiglia, dove vengono lasciati dei sedimenti e viene aggiunto del lievito attivo. Questo sake, a differenza del precedente, non è limpido ma è più torbido, difatti solitamente si tratta di nigorizake (濁り酒) o più semplicemente nigori.

Questo processo è simile a quello dei vini frizzanti e dello champagne.

La dignità del sake frizzante

A causa dell’identità di questo sake, sia gli appassionati più intransigenti che alcuni produttori non vedono di buon occhio le bollicine nel sake, temendo che vadano a creare un’immagine di un prodotto di bassa qualità adatto solo a un certo tipo di pubblico.

Per tentare di ovviare a questo e portare l’immagine del prodotto al pari dei vari champagne e prosecco usati nei brindisi di tutto il mondo, alcuni produttori hanno deciso di fondare la Japan Awasake Association (awa in giapponese significa schiuma, bolle), il cui scopo è quello di ritagliare una posizione per il sake frizzante nel mercato degli alcolici di lusso.

certificazione awasake

Per ottenere ciò sono state stilate delle regole di produzione, che i vari produttori devono rispettare per poter ottenere la certificazione. Queste regole vertono sugli ingredienti, che devono essere esclusivamente riso, acqua e koji, sull’ABV, che non deve essere inferiore a 10%, e sul fatto che l’anidride carbonica deve essere presente solo in seguito a fermentazione naturale.

E ora vi lascio con un simpatico fumetto, realizzato dalla Dassai per il suo Dassai Sparkling Nigori 50 (獺祭スパークリングにごり50), un nigorizake frizzante con ABV di 16%, quindi più simile ai normali sake, prodotto tramite fermentazione in bottiglia.

Dassai nigori frizzante

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